Sono senza parole.
so sad…
Premetto che non sono un fan di Harry Potter; non ho mai letto un libro della Rowling e ho visto il primo film; non mi dispiace, ma appunto, non sono un fan.
Stamattina alle 9.00 apro Repubblica.it (sto cercando di farlo sempre il meno possibile, ma ogni tanto capito sia li che su Corriere.it putroppo) e cosa leggo in alto a destra a caratteri cubitali? IL FINALE DI TUTTA LA SAGA DI HARRY POTTER come titolo di un articolo!
Scandaloso!
L’ultimo libro della saga del mago più adorato dai bambini di tutto il mondo è uscito ieri in Inghilterra e questi che fanno? Non solo scrivono il finale rovinando così il gusto della lettura a tutti i fan, ma non hanno nemmeno il buon gusto di scriverlo nell’articolo, direttamente nel titolo!
Ho letto poco fa da Napolux che il TG5 ha fatto altrettanto. Che schifo! In uno dei commenti al post di Napolux leggo:
Bali ha detto:
Beh io appena aperta repubblica.it me lo son trovato in home page
immaginati per me che lo attendevo da 1 anno e lo ho prenotato in inglese.. non sono andato a ritirarlo e ho chiesto al mio avvocato se è fattibile una causa, intanto ho scritto all’associazione consumatori…
che schifezza, solo in italia…
Mi sono detto, è vero, che schifezza, ma non sarà solo in Italia dai!
Vado su CNN.com . Ecco il titolo dell’articolo in home page: “Fans now turning final pages of Harry Potter“. Apro l’articolo e leggo: “Editor’s note: This story does not contain any details about how the Harry Potter saga ends, so don’t worry about our spoiling the fun.” Questi mettono anche un avviso che il loro articolo non è uno spoiler!
Vado su Le Monde.fr: “Les derniers feux d’Harry Potter“.
Per completare il giro delle lingue che posso “intuire” vado su ElPais.com: “El último ‘Harry Potter’ ya está a la venta“.
Degli ultimi due, non conoscendo bene la lingua, non ho letto il contenuto; ma di sicuro non c’è il finale, nel dettaglio, in home page, come invece accaduto su Repubblica.
Questo è quanto; alle 13.30 torno su Repubblica.it e l’articolo è al centro, in basso, dopo altre notizie ed il titolo è:
“Svelato il finale della saga di Harry Potter”; sottotitolo: “Dalla scorsa notte in tutto il mondo il nuovo romanzo di JK Rowling, l’ultimo della serie.”
Non ho parole: SCANDALOSO! Se questi sono i giornali in Italia siamo messi bene. W la professionalità!
Mi auguro che chi, come Bali, ha subito il torto, faccia sentire la sua voce.
PS: Repubblica.it non è linkato per scelta, non per svista.
heavy spoiling…
harry potter, repubblica.it, spoiler, tg5, juz, blog, juzdongivaphuck
Il tag “nofollow” è quel meta-tag associato ai link in uscita, che ormai da tempo viene inserito di default in tutti i siti e/o blog.
Il tag nofollow, serve ad indicare agli spider dei motori di ricerca che lo specifico link a cui è associato non va seguito, ma va ignorato; in sostanza mentre per gli utenti è un link, per i motori di ricerca non lo è. Soprattutto, anche se quel link è attinente al discorso o comunque aggiunge valore al post, questo viene ignorato.
Sulla grande maggioranza dei blog (indipendentemente dal CMS usato) il tag nofollow è associato ai nickname di chi commenta un determinato post; con quel tag viene quindi detto ai motori di ricerca di non seguire il link alla homepage di chi ha commentato. Perchè si usa il nofollow? Anni fa Google e gli altri motori avevano incoraggiato l’uso di questo tag nel tentativo di reprimere il fenomeno dello spam e i vari CMS per il blogging (da WordPress a Movable Type a Blogger) si sono adeguati.
Negli ultimi giorni nella blogosfera mi sono imbattuto spesso nell’argomento follow/nofollow e, sono in molti a sostenere che ormai, non ha più senso inserire il nofollow per i commenti, in quanto lo spam c’è lo stesso e comunque ci sono altri mezzi per combatterlo (il mitico Akismet e i suoi parenti). Inoltre spesso i link nei commenti sono interessanti e si integrano con il post, potenzialmente migliorandone la qualità. Tutto questo ha portato alla nascita della campagna “I follow” che vuole incoraggiare i blogger a non fare più uso del tag nofollow.
Tra i blogger italiani il primo che ho visto aderire alla campagna è stato GL. Ultimamente però ne ha parlato anche Pandemia, ma soprattutto sul blog di Stefano Gorgoni (che ha rimosso il tag nofollow oltre un anno fa) c’è un post interessantissimo a riguardo che può chiarire le idee e che consiglio di leggere.
L’idea mi trova concorde e ho deciso di rimuovere anch’io dai commenti il tag nofollow.
Per rimuovere il tag nofollow, per chi usa WordPress c’è questo comodo dofollow plugin. Esiste anche un altro plugin per WordPress che da qualche opzione in più e permette di stabilire dopo quanto tempo viene rimosso il nofollow da un link. Per chi usa Movable Type o Blogger consiglio di provare le risorse consigliate qui da Randa Clay.
Quindi ora i link che lasciate nei commenti sono un vero e proprio backlink. Vediamo cosa succede; lo spam, naturalmente, sarà ferocemente combattuto e i commenti spammatori o stupidi, pure.
i follow…
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Da poco più di un mese sono entrato nel mondo dei tumblelog creandone uno mio grazie a Tumblr. L’esperienza mi sta piacendo molto; ma andiamo con ordine.
Cos’è un tumblelog?
Questa la definizione che da Wikipedia:
Un tumblelog è una variante del blog, che favorisce una forma abbreviata arricchita da multimedialità, rispetto a quelli che sono i lunghi editoriali frequentemente associative ai blog. La forma di comunicazione comunemente usata include collegamenti, fotografie, citazioni, dialoghi di chat e video. A differenza dei blog questo formato è frequentemente usato dall’autore per condividere creazioni, scoperte, esperienze senza la necessità di commentarle.
In sintesi un tumblelog è una sorta di blocknotes su cui riversare pensieri, appunti, link e idee in velocità, senza magari badare troppo alla forma o alla cura dei dettagli come di solito avviene per un blog.
Venendo invece a Tumblr, quest ultimo è un servizio che offre la possibilità di creare il proprio tumblelog in circa 30 secondi (come assicurano sulla home page, io confermo). Una volta scelto il nome per il tumblelog non rimane che iniziare a “tumblare” (neologismo un pò bruttino). Dalla dashboard si puo scegliere se inserire un post, un link, una photo, una citazione o un video, ma è comodissimo l’uso del bookmarklet che si trova nella sezione Goodies; si tratta di un bottone da trascinare nella barra del proprio web browser (che si spera sempre sia Firefox
) e da sfruttare mentre navighiamo; un click e si posta un link o una citazione da un altro blog o sito; un click per inserire una foto. Può in qualche modo essere anche un alternativa a del.icio.us per il bookmarking (o almeno, io lo uso anche così).
E’ molto più facile usare Tumblr che spiegarlo a parole.
Ho letto proprio oggi in questo post su <edit>, che esiste anche la possibilità di non usare Tumblr per creare un tumblelog, ma che ci sono anche dei CMS open source per installare un tumblelog su un proprio dominio, un pò come si fa per i blog con WordPress. Vi invito a leggere l’articolo per le risorse utili.
Il mio tumblelog è all’indirizzo juzdongivaphuck.tumblr.com. Con molta poca fantasia l’ho chiamato Juz Me, ma non mi sono venuti in mente nomi particolarmente ispirati e/o memorabili in quel momento.
Qui invece la Italian Tumblelog Directory con una raccolta di oltre 300 tumblelog italiani.
Spero di aver incuriosito qualcuno.
juz tumbling…
Da qualche giorno sto usando, con soddisfazione, LLOOGG un sistema di statistiche molto innovativo creato da Antirez (il realizzatore di OKNOtizie, per intenderci).
Perchè è innovativo LLOOGG? Beh semplicemente perchè, rispetto a qualsiasi altro servizio di statistiche per siti web, tiene traccia delle visite al vostro sito in tempo reale! Insomma una bella idea. Lo sto usando spesso e mi piace sempre di più; è molto interessante studiare i flussi di traffico verso il proprio sito o blog e poi LLOOGG è davvero semplice e immediato.
Oltre alle visite in real time LLOOGG tiene traccia anche dei referers, delle pagine più visitate e delle ricerche associate al sito. Ci sono anche altre caratteristiche interessanti, ma per informazioni dettagliate vi rimando a questo ottimo articolo del Tagliaerbe (che ringrazio ancora per l’invito).
Ho 5, 4, 3, 2, 1 un tot di inviti per LLOOGG; se qualcuno è curioso di provarlo può lasciare un commento così vi passo l’invito.
real time stats…
Proseguendo con la vena indie-rock che segna i miei gusti musicali da un pò di tempo a questa parte ho scoperto un paio di mesi fa una band che si è fatta spazio tra i miei gruppi preferiti. La band in questione sono i The Fratellis, band scozzese di Glasgow, e l’album in questione è il loro disco d’esordio Costello Music.
Costello Music è un album bellissimo, da gustare dall’inizio alla fine e del quale non si butta via niente. I tre componenti della band suonano alla grande e il disco è allegro e suona bene per tutte le 13 tracce. Mi piace un sacco e ultimamente sto ascoltando i The Fratellis persino di più dei Maxïmo Park, il che, per chi mi conosce, è tutto dire!
Se non li conoscete già e vi capita per le mani l’album, non dovete perdere l’occasione di sentirlo. Si passa da ritmi prettamente indie-rock a ritmi più punk, per passare alle sonorità tipo White Stripes o The Racounters del pezzo “Doginabag”, il tutto con un’idea di base che sa molto di “rock” nel senso più grezzo del termine. Buona musica e basta. Un album che riesce veramente a mettermi bene in ogni situazione, non mancherà nella playlist della mia estate.
Faccio fatica a dire il mio pezzo preferito perchè mi piacciono un pò tutti, ma tanto per sbilanciarmi cito “Whistle For The Choir” e “Cuntry Boys & City Girls”. Tra l’altro, l’ultimo singolo “Flathead” è stato scelto come colonna sonora dalla Apple per l’ultimo spot dell’Ipod.
Non c’entra niente, ma l’utlimo album degli Arctic Monkeys (Favorite Worst Nightmare) invece, mi ha abbastanza deluso e non me l’aspettavo viste le possibilità della band.
Per saperne di più sui The Fratellis, ecco il loro sito ufficiale. Ahimè al momento non sono previste date da noi
Intanto, questo è il video di “Creeping up the Backstairs”.
i may be a beggar and you maybe the queen…
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Spesso capita di cancellare, involontariamente, l’icona Mostra Desktop dall’avvio rapido di Windows, ovvero quel comodissimo bottone presente nella barra di Windows che consente di abbasare tutte le finestre aperte con un solo click e tornare, appunto, sul desktop.
A me è sparito un sacco di volte smanettando nella barra e spesso ho dovuto ripristinarlo.
Come si fa dunque per ripristinare l’icona Mostra Desktop?
Niente di più facile; basta aprire un foglio di testo Notepad (Start -> Programmi -> Accessori -> Blocco Note) e incollare nel foglio questa porzione di codice:
[Shell]
Command=2
IconFile=explorer.exe,3
[Taskbar]
Command=ToggleDesktop
Una volta fatto ciò, salvare il file con il nome Mostra Desktop.txt. Dopo di che il file va rinominato in Mostra Desktop.scf e il tasto sarà stato ripristinato.
Infine per rimettere il tasto Mostra Desktop nella barra occorre andare in C:\Documents and Settings\NOME_UTENTE\Dati applicazioni\Microsoft\Internet Explorer\Quick Launch, dove al posto di NOME_UTENTE andrà inserito, appunto, il nome scelto per l’utente principale di Windows (NB: la cartella Dati applicazioni potrebbe non essere visualizzata, in quel caso, entrare in opzioni cartella e spuntare “Visualizza cartelle nascoste”).
E’ un procedimento che non richiede più di due minuti e risolve un problema che fa perder la pazienza oltre a limitare una funzionalità comodissima di Windows.
show desktop…
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Un bellissimo video di Speed Painting realizzato da Nico Di Mattia (un talento assoluto in materia) che ha come soggetto SpiderMan.
Lo Speed Painting si potrebbe spiegare come l’arte digitale di riprodurre tramite la tavoletta grafica e l’uso di Photoshop dei disegni di persone o cose. Inutile sottolineare quanto sia difficile se non si è maestri del settore
Per la realizzazione dello Speed Painting di SpiderMan, Nico di Mattia ha impiegato circa 6 ore, usando 15 livelli di Photoshop filmando tutto il procedimento e accelerando poi il video del 3000% (!) in modo da ottenere l’effetto che vedete.
Davvero bellissimo.
Se sapessi disegnare anche solo il primo secondo del video, mi riterrei già soddisfatto; naturalmente non è così.
Qui trovate gli altri video di Nico di Mattia. Tra gli altri ha disegnato anche Tom Yorke dei Radiohead, il geniale regista Tim Burton e altri.. ve ne consiglio la visione.
from 0 to spiderman in 4 minutes…
Tags: juzdongivaphuck, juz, speed painting, nico di mattia, spiderman, video